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Afta, come si tratta?

Le afte sono tra le problematiche più dolorose a carico della bocca. Quando diventano un fenomeno ricorrente, si parla di stomatite aftosa ricorrente, un disturbo tanto fastidioso quanto sottovalutato dalle persone.

Le afte creano una discontinuità della mucosa stessa, infatti l’epitelio di rivestimento viene distrutto lasciando così esposto il tessuto connettivo sottostante.
Lesioni di piccola entità possono essere definite erosioni, mentre quelle più profonde rappresentano vere e proprie ulcerazioni.

L’esposizione del tessuto connettivo comporta una infiammazione locale con attivazione delle terminazioni nervose per stimoli chimici, meccanici e termici (urti, cibo, bevande).
Questo evento è alla base della sintomatologia dolorosa 💥💥💥.

Le afte possono essere anche molteplici nello stesso periodo oppure possono essere recidivanti e quindi in tal caso si parla di STOMATITE AFTOSA 😷.

I fattori scatenanti sono tantissimi:
• stress e traumi (interventi dentistici, protesi o apparecchi ortodontici, oggetti o alimenti appuntiti)
• batteri, funghi o virus inseriti nel cavo orale con mani sporche o mangiano le unghie.
• malattie gastrointestinali (celiachia, colite ulcerosa e morbo di Crohn, queste patologie infatti provocano malassorbimento di nutrienti e vitamine fondamentali come quelle del gruppo 😎
• allergie e carenze alimentari (avitaminosi)
• determinati farmaci (citotossici e chemioterapici)
• Alcune cure mediche (soprattutto radioterapia)

Questa sono solo alcune delle cause che possono spingere alla formazione di queste lesioni.

Come comportarci 🤔🤔🤔

Per prima cosa evitiamo di creare danni alla mucosa, oppure di portare mani e oggetti sporchi a contatto con la mucosa.
Cerchiamo di mantenere una giusta alimentazione, ricca di vitamine. Molte volte si possono utilizzare integratori specifici a base di vitamine del gruppo B.
Nel caso l’AFTA si formi, dobbiamo affrontare subito la componente infiammatoria e dolorosa. I rimedi utilizzati fino ad oggi sono stati farmaci ad applicazione locale a base di corticosteroidi antinfiammatori, anestetici locali per sopperire al dolore oppure creme antibiotiche per contrastare l’infezione.
Altra strategia era quella di utilizzare collutori in grado di rimuovere le scorie che si depositano sulla ferita ritardandone la guarigione. Si tratta in genere di colluttori a base di perossidi, perborato o altri agenti ossidanti.
💥NON usare collutori contenenti alcol, che può irritare ulteriormente la mucosa.

Negli ultimi anni invece si è fatta avanti una nuova molecola…..L’ACIDO IALURONICO.
Si tratta, di un glicosaminoglicano, cioè di uno zucchero complesso, ben rappresentato nell’organismo umano, dove svolge un ruolo indispensabile nel mantenimento del corretto quantitativo di acqua presente nella matrice intercellulare.
La sua presenza nei tessuti favorisce un microambiente intorno alle cellule in grado di garantire loro nutrimento e protezione. Inoltre, la sua struttura polimerica gli consente di essere presente in catene di diverso peso molecolare, cioè di diversa lunghezza.

Sono sempre più numerosi gli studi che evidenziano la sua capacità di favorire il processo naturale di ricostituzione dei tessuti lesi.

Uno di questi studi è stato così avviato, presso la Clinica Odontoiatrica dell’Università di Newcastle, uno studio clinico controllato randomizzato in doppio cieco, che ha visto la partecipazione di 120 pazienti con afta ricorrente in fase acuta, volto a studiare l’efficacia di una formulazione allo 0,2% di “acido ialuronico ad alto peso molecolare”.
I risultati hanno evidenziato un’efficacia immediata sulla sintomatologia dolorosa, dovuta quasi certamente all’effetto barriera del preparato. Però il confronto con il gruppo trattato con placebo ha evidenziato, dopo sei giorni di trattamento, un numero di ulcere inferiori nei pazienti trattati con acido ialuronico, come pure una riduzione della frequenza di nuove ulcere.
Questi dati permettono di concludere che il trattamento con acido ialuronico rappresenta un nuovo e diverso approccio alla malattia, che abbina effetto tissutale ed effetto barriera utilizzando un prodotto identico a quello già presente nell’area lesa.
Le caratteristiche di prodotto naturale presente già fisiologicamente nel corpo umano ne garantiscono inoltre un’assoluta tollerabilità anche in condizioni critiche, come negli stati di gravidanza e nei bambini. 🧒🏻👌🏻

Molti sono i prodotti che si stanno basando sul utilizzo di questa sostanza ad alto peso molecolare che quindi crea una barriera con effetto ricostituente della mucosa lesa (per esempio i prodotti AFTAMED).

Per maggiori informazioni potete consultare il vostro farmacista o medico di fiducia 🔬👨🏼‍⚕️

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